La Storia dell’Aiso o Abisso è particolare e conosciuta da quasi tutti i cittadini della zona e non solo, la strada per raggiungerlo è nascosta da quella principale e l’aria che si respira prima di arrivarci è davvero strana. Nascosto da una fila di pioppeti sembra quasi incantato e come tutti i posti incantati ha delle strane storie alle spalle. Infatti con l’Aiso è collegata una vecchia leggenda, nota fin dal ‘600, che racconta di un ricco e avaro contadino di nome Chiarò che volle trebbiare il giorno di S. Anna e che fu sommerso con tutta la sua casa nel luogo dove ora è il laghetto. La pia Moglie di Chiarò scampò con un bambino ma un rivo d’acqua la seguì e sommerse il figlio dell’empio contadino nel luogo ove ora c’è una piccola sorgente detta l’Aisillo.
Altrettanto noto è il Convento dell'Annunziata, conosciuto anticamente con il nome di Sant'Ansovino, per via del fatto che qui si trovavano alcune reliquie di questo santo (altre si troverebbero nella chiesa di Casenove di Foligno). Si trova a 600 m da Capro, su un piccolo colle a 231 m s.l.m. Esso venne fondato dai benedettini di Sassovivo e nel 1138 passò alla Santa Sede, sotto Innocenzo II; ora vi dimorano le suore missionarie di Gesù Bambino. L'architettura è piuttosto semplice ma elegante, con un portico in mattoni ed una porta datata 1495. Dentro si trova un crocifisso del XVI secolo, un dipinto del Fantino ed altre opere dei due secoli successivi.