Montecchio
Montecchio sorge in posizione dominante sulla valle del Tevere e conserva ancora oggi un impianto medievale ben riconoscibile. Il centro storico, raccolto e di forma quasi ellittica, è caratterizzato da vicoli stretti, piccole piazze, edifici in pietra chiara e da una possente cinta muraria rafforzata da torri difensive.
Il borgo si inserisce in un paesaggio collinare segnato soprattutto dagli oliveti e da ampie zone boscate. In primavera e in estate il territorio si presenta particolarmente verde e rigoglioso, mentre in autunno la vegetazione assume tonalità calde che trasformano l’aspetto della valle.
Grazie alla buona conservazione del tessuto urbano e al contesto naturale che lo circonda, Montecchio è uno dei centri più suggestivi di questa parte della valle del Tevere.
Le origini di Montecchio sono molto antiche. La necropoli umbro-etrusca del Vallone San Lorenzo, individuata nell’Ottocento dall’archeologo Domenico Golini, testimonia la presenza di un insediamento attivo tra VI e IV secolo a.C. La posizione vicina al Tevere rendeva quest’area particolarmente importante come punto di contatto tra il mondo etrusco e quello umbro-italico. In epoca romana, sul precedente abitato si sviluppò poi un insediamento rurale.
Le prime testimonianze scritte relative a Montecchio risalgono al 1154. Poco dopo, nel 1165, la famiglia Chiaravalle di Todi avviò la costruzione del primo nucleo fortificato. Una seconda cinta muraria fu realizzata nel 1190 per rafforzare le difese e accogliere l’aumento della popolazione, mentre gli ampliamenti continuarono fino alla metà del XIII secolo.
Nel corso del tempo il controllo del borgo passò tra diverse famiglie, tra cui i Chiaravalle, gli Alviano, i Baschi, i Colonna e gli Atti di Todi. Dal 1607 subentrarono i Corsini.
Il cuore del centro storico è piazza della Concordia, uno degli spazi più caratteristici del borgo, raggiungibile dalla porta sud-orientale e collegata alla rete di vicoli interni.
Qui si trova la chiesa di Santa Maria Assunta, costruita nel Quattrocento e successivamente ampliata. Il campanile risale al 1633, mentre all’interno si conserva un fonte battesimale ottocentesco in marmo e legno.
Passeggiando nel centro si notano sugli ingressi di alcune abitazioni simboli religiosi con il sole raggiante, la croce e il monogramma IHS. Questi elementi ricordano il passaggio di San Bernardino da Siena, avvenuto nel 1426, santo poi divenuto patrono del paese.
Sulla facciata del Municipio, edificato nel 1889, è visibile anche un medaglione dedicato a Giuseppe Garibaldi, voluto da alcuni reduci garibaldini. Dal 1911 la piazza principale porta il suo nome.
La frazione di Tenaglie, il cui nome viene ricondotto alla gens Tenilia, fu a lungo legata alla famiglia dei Baschi. Nel 1412 venne qui realizzato un ospedale destinato all’accoglienza dei pellegrini. Il profilo del borgo è dominato da Palazzo Ancajani, edificio di fine Seicento legato all’omonima famiglia.
Non lontano si trova Melezzole, piccolo castello medievale interamente costruito in pietra e caratterizzato da un impianto circolare. Uno dei suoi elementi più riconoscibili è il torrione che reca, dal 1557, l’aquila di Todi. Circondato dai boschi, il borgo ha mantenuto un forte legame con le attività e i prodotti della montagna.
Di grande interesse archeologico è la necropoli del Vallone San Lorenzo, collegata a un antico insediamento che intratteneva rapporti commerciali con le comunità etrusche poste sull’altra sponda del Tevere. Le sepolture sono costituite da tombe a camera scavate nella roccia e chiuse da grandi blocchi di travertino.
I corredi funerari permettono di ricostruire diversi aspetti della vita quotidiana e dei rituali dell’epoca. Accanto ai defunti venivano deposti armi, fibule, ornamenti e oggetti d’uso comune, insieme a vasellame, piatti, ciotole e coltelli.
Una parte dei reperti rinvenuti nell’area è oggi conservata nell’Antiquarium di Tenaglie, dove sono esposti materiali provenienti da alcune delle tombe della necropoli.