Acquasparta si scopre attraverso due accessi principali. La Porta Vecchia introduce nella parte più antica del borgo e conduce, attraverso i caratteristici “cordoni”, verso la zona alta del centro storico. L’altro ingresso segue invece Corso dei Lincei, la via principale che porta direttamente a piazza Federico Cesi, cuore monumentale della cittadina.
Qui sorge Palazzo Cesi, costruito tra il 1561 e il 1579 per volontà del cardinale Federico I Cesi nel luogo occupato in precedenza da una rocca distrutta durante i conflitti che coinvolsero Todi, Terni e Spoleto. L’edificio, appartenuto alla potente famiglia Cesi, è uno dei simboli di Acquasparta e si distingue per l’elegante portale bugnato, la loggia in pietra e le finestre incorniciate in travertino.
Verso il giardino si apre una raffinata loggia a due piani, mentre nel cortile si trovano una piccola torre utilizzata come luogo di ritiro dal principe e l’antico orto botanico. Nel Seicento questo spazio fu impiegato dagli studiosi dell’Accademia dei Lincei come luogo di osservazione e sperimentazione scientifica.
Gli ambienti del piano nobile conservano soffitti lignei a cassettoni, intagli e affreschi attribuiti a Giovan Battista Lombardelli. Le decorazioni, ispirate alla mitologia, alla storia romana, alle allegorie e agli emblemi, rappresentano una delle testimonianze più significative della cultura figurativa rinascimentale presente in Umbria. Nella sala del trono sono inoltre conservati dipinti di particolare interesse, tra cui Mosè e le figlie di Jetro di Matteo Rosselli.
Poco distante si trova la chiesa di Santa Cecilia, ricostruita e restaurata nel corso dei secoli sul luogo di una precedente basilica romanica. L’interno presenta una sola navata affiancata da otto cappelle, con opere pittoriche realizzate tra la fine del Cinquecento e il Settecento. Nella cappella funeraria delle famiglie Liviani e Cesi riposano anche le spoglie di Federico Cesi, detto “il Linceo”.
La chiesa del Santissimo Sacramento, oggi sede del Museo della Comunità, custodisce invece un mosaico romano del I secolo proveniente da Carsulae, collocato al centro del pavimento nel 1928. Sulla parete di fondo si trova inoltre una tela secentesca raffigurante l’Ultima Cena, attribuita alla scuola di Livio Agresti.
Tra gli altri edifici religiosi del centro figurano la chiesa del Crocifisso, sorta nei primi anni del Seicento e legata alla Compagnia della Madonna del Giglio, e la chiesa di San Giuseppe, edificata nel 1737 e caratterizzata da un interno semplice con un unico altare.
Fuori dalla cinta muraria si incontra la chiesa di San Francesco, risalente alla fine del XIII secolo e improntata alla sobrietà tipica dell’architettura francescana. Alle spalle dell’abside si conservano il piccolo chiostro, il refettorio e parte degli antichi dormitori. All’interno si possono ammirare la Madonna della Stella, un Crocifisso ligneo medievale e altre opere legate alla tradizione francescana.
Nella stessa area si trova il complesso oggi noto come Casa della Cultura Matteo d’Acquasparta, dedicato al cardinale Matteo Bentivegna, nato ad Acquasparta nel XIII secolo e ricordato anche da Dante nella Divina Commedia. Il nucleo originario del complesso risalirebbe alla metà del Duecento e sarebbe sorto vicino a una precedente cappella dedicata alla Madonna della Stella.
Lungo la strada Tiberina, che segue in gran parte l’antico tracciato della Via Flaminia, si trova infine la chiesa di San Giovanni de Butris. L’edificio romanico, costruito intorno al XIII secolo sopra un ponte romano a due arcate, appartenne in seguito all’Ordine dei Cavalieri di Malta.