Trevi conserva una struttura urbana tra le più caratteristiche dell’Umbria, sviluppata in cerchi concentrici lungo il pendio del colle. Il centro storico, compatto e raccolto, alterna case in pietra, tetti in coppi, vicoli e palazzi che mantengono intatta l’atmosfera del borgo antico.
Il cuore della città è piazza Mazzini, dominata dal Palazzo Comunale, di origine duecentesca, e dalla Torre Civica. Poco distante si incontra Palazzo Valenti, edificio cinquecentesco che introduce verso il complesso di San Francesco.
L’ex convento francescano ospita oggi diversi spazi museali, tra cui la Pinacoteca, il Museo Civico, il Museo della Civiltà dell’Ulivo e raccolte d’arte. La vicina chiesa di San Francesco, fondata nel Duecento e successivamente trasformata in forme gotiche, presenta un interno a navata unica con tre absidi. Tra le opere conservate spiccano un Crocifisso su tavola di ispirazione giottesca e la stele funeraria del Beato Ventura.
Proseguendo attraverso via Fantosati si raggiunge Porta del Cieco, antico accesso medievale. Da qui si sale verso la parte più alta del borgo fino alla Cattedrale di Sant’Emiliano, edificata tra XII e XIII secolo e profondamente rinnovata nell’Ottocento. All’interno si conserva un altare del Sacramento decorato nel 1522 da Rocco di Tommaso.
Da piazza Garibaldi parte una delle passeggiate più piacevoli del territorio: viale Ciuffelli, un lungo percorso alberato che collega il centro con il convento di San Martino, dove si trova una cappella affrescata dallo Spagna.
Scendendo invece verso la Via Flaminia si incontra il Santuario della Madonna delle Lagrime, elegante edificio rinascimentale. L’interno custodisce i monumenti funerari della famiglia Valenti e una delle opere più tarde del Perugino, l’Adorazione dei Magi con i Santi Pietro e Paolo, realizzata nel 1521.
Tornando verso il centro attraverso via Dogali si attraversa l’Arco di Mastaccio, antica porta appartenente alla cinta muraria romana e altomedievale. Le case che fiancheggiano la strada conservano ancora un impianto medievale, mentre numerosi palazzi costruiti tra Quattrocento e Settecento contribuiscono all’eleganza del borgo.
Prima di lasciare Trevi merita infine una visita il Teatro Clitunno, realizzato nella seconda metà dell’Ottocento e impreziosito da un sipario dipinto da Domenico Bruschi.