Panicale conserva ancora oggi la struttura compatta dell’antico castello medievale, organizzato su più livelli e racchiuso da un sistema di vie concentriche. I due principali accessi storici erano rivolti verso Perugia e Firenze, mentre il centro si sviluppa attorno a tre piazze collocate a quote differenti.
Entrando da Porta Perugina si raggiunge piazza Umberto I, dove si trovano una cisterna ottagonale in travertino del 1473, trasformata successivamente in fontana, e il trecentesco Palazzo Pretorio.
Salendo si arriva alla piazza dominata dalla Collegiata di San Michele Arcangelo, edificio di origine altomedievale più volte trasformato e ricostruito in forme barocche nel Seicento. All’interno sono conservate opere di grande interesse, tra cui una Natività di Giovan Battista Caporali, datata 1519, e un’Annunciazione attribuita a Masolino da Panicale. Completano il patrimonio della chiesa un organo Morettini ottocentesco, un grande Crocifisso ligneo e una tela raffigurante l’Ultima Cena.
Sulla stessa piazza si affaccia la casa tradizionalmente legata a Boldrino da Panicale, celebre capitano di ventura. Da qui si prosegue verso piazza Masolino, il punto più alto del borgo, dove sorge il Palazzo del Podestà, edificio trecentesco in stile gotico oggi sede dell’Archivio storico e notarile. La posizione regala ampie vedute sul Lago Trasimeno e sulle colline al confine tra Umbria e Toscana.
Scendendo attraverso i vicoli si raggiunge il Teatro Cesare Caporali, costruito nel Settecento e profondamente rinnovato nel 1858. La sala, realizzata secondo il modello del teatro all’italiana, presenta una pianta a ferro di cavallo, due ordini di palchi e un loggione. All’interno si conserva il sipario dipinto da Mariano Piervittori nel 1859.
Appena fuori Porta Fiorentina si trova la chiesa di Sant’Agostino, oggi sede del Museo del Tulle. L’edificio conserva resti di affreschi legati alla scuola del Perugino e un altare cinquecentesco in pietra serena, mentre il percorso museale documenta la tradizione dell’Ars Panicalensis, raffinata tecnica locale di ricamo su tulle.
Poco distante sorge la chiesa della Madonna della Sbarra, costruita nel Seicento nei pressi dell’antico punto di riscossione del dazio. L’interno conserva arredi, paramenti sacri e un altare maggiore arricchito da grandi figure angeliche dorate.
Il capolavoro artistico di Panicale si trova però nell’oratorio di San Sebastiano. Sulla parete di fondo è visibile il celebre Martirio di San Sebastiano, affrescato dal Perugino nel 1505. L’opera è caratterizzata da una raffinata costruzione prospettica e da un paesaggio che richiama direttamente quello delle colline umbre.
Nello stesso edificio si conserva anche un affresco staccato con la Madonna in trono e angeli musicanti, opera che è stata oggetto di attribuzioni anche alla cerchia di Raffaello.