Deruta
Deruta è da secoli legata alla lavorazione della ceramica, attività che ha segnato profondamente l’economia, l’identità e la cultura del borgo. Nelle botteghe artigiane si sono incontrati nel tempo il lavoro dei vasai, l’abilità dei decoratori e la conoscenza delle tecniche di cottura, dando origine a produzioni celebri ben oltre i confini dell’Umbria.
Nel Rinascimento le maioliche derutesi si distinsero per la ricchezza degli ornati e, successivamente, per motivi floreali, arabeschi e decorazioni sempre più raffinate. Particolarmente celebre è la tecnica del lustro dorato, che ha contribuito a rendere riconoscibile la produzione locale e a trasformare la ceramica di Deruta in una vera eccellenza artistica.
Il patrimonio del borgo, però, non si esaurisce nella maiolica. Nelle sue chiese e raccolte d’arte sono conservate opere di grande interesse, tra cui dipinti attribuiti al Perugino, che in una sua composizione raffigurò anche una veduta di Deruta nel Quattrocento.
La tradizione artistica del paese è legata anche al culto di Santa Caterina d’Alessandria, considerata protettrice dei ceramisti e raffigurata nella chiesa di San Francesco.
Altre testimonianze pittoriche raccontano invece il volto più umano e quotidiano della comunità, come le immagini mariane conservate nella chiesa di San Donato a Castelleone e nella cappella del Fanciullo a Sant’Angelo di Celle, opere che riflettono la sensibilità artistica e religiosa del territorio.
40 a.C. – Secondo la tradizione, durante le guerre civili romane alcuni abitanti di Perugia avrebbero trovato rifugio sul colle dove in seguito si sviluppò Deruta. Il nome sarebbe stato collegato all’idea di una città “diruta”, cioè distrutta.
1040 – Il toponimo Diruta compare per la prima volta in documenti dell’abbazia di Farfa.
1221 – Pur rimanendo sotto l’influenza di Perugia, Deruta gode di una certa autonomia amministrativa e può nominare un proprio podestà.
1299 – Risale a questa data una delle prime testimonianze scritte relative alla produzione ceramica locale, attività destinata a diventare il principale elemento identitario del borgo.
1312 – In previsione dello scontro con le truppe dell’imperatore Enrico VII, Perugia dispone il potenziamento delle fortificazioni di Deruta.
1370 – Nel corso delle operazioni militari condotte dallo Stato della Chiesa contro alcune città umbre ribelli, anche il territorio derutese subisce devastazioni.
1451 – Vengono restaurate le mura del borgo.
1465 – Deruta si dota di un nuovo Statuto comunale redatto in volgare.
1540 – Durante la Guerra del Sale, Deruta si schiera con lo Stato Pontificio. Dopo la sconfitta di Perugia si apre per il borgo una fase di maggiore stabilità, coincidente con uno dei periodi di massimo sviluppo della produzione di maioliche.
1814 – Dopo le parentesi di governo napoleonico, viene ristabilita l’autorità pontificia.
1860 – Con l’ingresso nel nuovo Stato italiano termina definitivamente la lunga appartenenza di Deruta allo Stato della Chiesa.
Il centro storico di Deruta conserva intatta la propria identità, profondamente legata alla ceramica e alla tradizione artigiana che ha reso il borgo famoso nel mondo. Le argille presenti nel territorio hanno favorito per secoli lo sviluppo delle botteghe e delle fornaci, lasciando un’impronta ancora oggi ben visibile.
L’ingresso al borgo avviene attraverso Porta San Michele Arcangelo, nei cui pressi sono ancora riconoscibili alcuni tratti dell’antica cinta muraria. Poco oltre si incontrano anche i resti di fornaci risalenti al Cinquecento, testimonianza diretta della lunga storia produttiva di Deruta.
Il cuore del paese è piazza dei Consoli, dominata da una fontana ottocentesca e dagli edifici più rappresentativi del centro. Qui sorge il Palazzo Comunale, antico Palazzo dei Consoli, edificio di origine trecentesca successivamente rinnovato nel Settecento. La facciata conserva bifore ogivali e un elegante portale, mentre nell’atrio sono esposti reperti di epoca romana e medievale. All’interno ha sede anche la Pinacoteca Comunale.
Sulla stessa piazza si affaccia il complesso francescano, formato dalla chiesa di San Francesco e dall’antico convento. La chiesa, ricostruita e consacrata nel 1388 dopo i danni causati da un terremoto, presenta una facciata in arenaria arricchita da portale ogivale e rosone. L’interno conserva affreschi databili tra XIV e XVI secolo, tra cui opere attribuite a Domenico Alfani.
Negli ambienti dell’ex convento ha sede il Museo Regionale della Ceramica, uno dei luoghi più importanti per conoscere l’evoluzione della maiolica derutese e le tecniche che ne hanno determinato il successo.
In piazza Benincasa si trova la chiesa di Sant’Antonio Abate, che custodisce dipinti di Bartolomeo Caporali e Giovan Battista Caporali dedicati alla Madonna e alla vita del santo.
Tra gli altri edifici religiosi merita attenzione la chiesa della Madonna delle Piagge, costruita all’inizio del Seicento e decorata in facciata da un pannello in maiolica realizzato nel 1929 da Amerigo Lunghi.
Appena fuori dal centro si trova infine il Santuario della Madonna dei Bagni, sorto dopo un evento miracoloso avvenuto nel 1657. Nell’altare maggiore è conservato il frammento ceramico con l’immagine della Madonna da cui ebbe origine il culto.
L’elemento più singolare del santuario è rappresentato dalle oltre seicento mattonelle votive in maiolica, realizzate dai ceramisti locali su commissione dei fedeli. Le immagini raccontano incidenti, malattie e pericoli superati e costituiscono una testimonianza particolarmente rara dell’incontro tra devozione popolare e tradizione ceramica.