Il centro storico di Deruta conserva intatta la propria identità, profondamente legata alla ceramica e alla tradizione artigiana che ha reso il borgo famoso nel mondo. Le argille presenti nel territorio hanno favorito per secoli lo sviluppo delle botteghe e delle fornaci, lasciando un’impronta ancora oggi ben visibile.
L’ingresso al borgo avviene attraverso Porta San Michele Arcangelo, nei cui pressi sono ancora riconoscibili alcuni tratti dell’antica cinta muraria. Poco oltre si incontrano anche i resti di fornaci risalenti al Cinquecento, testimonianza diretta della lunga storia produttiva di Deruta.
Il cuore del paese è piazza dei Consoli, dominata da una fontana ottocentesca e dagli edifici più rappresentativi del centro. Qui sorge il Palazzo Comunale, antico Palazzo dei Consoli, edificio di origine trecentesca successivamente rinnovato nel Settecento. La facciata conserva bifore ogivali e un elegante portale, mentre nell’atrio sono esposti reperti di epoca romana e medievale. All’interno ha sede anche la Pinacoteca Comunale.
Sulla stessa piazza si affaccia il complesso francescano, formato dalla chiesa di San Francesco e dall’antico convento. La chiesa, ricostruita e consacrata nel 1388 dopo i danni causati da un terremoto, presenta una facciata in arenaria arricchita da portale ogivale e rosone. L’interno conserva affreschi databili tra XIV e XVI secolo, tra cui opere attribuite a Domenico Alfani.
Negli ambienti dell’ex convento ha sede il Museo Regionale della Ceramica, uno dei luoghi più importanti per conoscere l’evoluzione della maiolica derutese e le tecniche che ne hanno determinato il successo.
In piazza Benincasa si trova la chiesa di Sant’Antonio Abate, che custodisce dipinti di Bartolomeo Caporali e Giovan Battista Caporali dedicati alla Madonna e alla vita del santo.
Tra gli altri edifici religiosi merita attenzione la chiesa della Madonna delle Piagge, costruita all’inizio del Seicento e decorata in facciata da un pannello in maiolica realizzato nel 1929 da Amerigo Lunghi.
Appena fuori dal centro si trova infine il Santuario della Madonna dei Bagni, sorto dopo un evento miracoloso avvenuto nel 1657. Nell’altare maggiore è conservato il frammento ceramico con l’immagine della Madonna da cui ebbe origine il culto.
L’elemento più singolare del santuario è rappresentato dalle oltre seicento mattonelle votive in maiolica, realizzate dai ceramisti locali su commissione dei fedeli. Le immagini raccontano incidenti, malattie e pericoli superati e costituiscono una testimonianza particolarmente rara dell’incontro tra devozione popolare e tradizione ceramica.