Torgiano conserva nel proprio centro storico numerose tracce dell’antico borgo fortificato. La tradizione lega il nome del paese alla figura di Giano, il dio bifronte, al quale sarebbe stata dedicata una torre oggi scomparsa. A ricordare il sistema difensivo medievale resta invece la Torre Baglioni, costruita nel XIII secolo e divenuta uno dei simboli del paese.
L’itinerario può iniziare da Piazza Matteotti, dove un tempo si apriva Porta del Forno. Percorrendo Corso Vittorio Emanuele II si incontrano l’Oratorio della Misericordia e la vicina chiesa di San Bartolomeo, edificata nel Settecento.
Proseguendo lungo via Pasquale Tiradossi sono ancora visibili alcuni tratti delle antiche mura castellane. Il percorso conduce poi verso una zona panoramica aperta sulla valle del Tevere, delimitata da un pergolato.
Nei pressi della chiesa si trovano diversi edifici storici, tra cui Palazzo Manganelli, il palazzetto delle manifatture Stocchi e l’antica dimora della famiglia Falcinelli.
Scendendo lungo via di Mezzo si raggiunge il Palazzo Comunale, che presenta oggi forme riconducibili ai primi anni del Novecento e si affaccia su Piazza Baglioni.
Sul lato opposto della piazza sorge Palazzo Graziani-Baglioni, elegante edificio barocco che ospita il Museo del Vino. Al piano nobile conserva ambienti affrescati, una biblioteca e sale arredate con mobili d’epoca. Negli spazi espositivi vengono inoltre organizzate mostre temporanee durante tutto l’anno.
Accanto al giardino del palazzo si trovano le antiche scuderie, oggi utilizzate dalla Pro Loco. Poco distante, l’Oratorio di Sant’Antonio conserva un affresco cinquecentesco con la Madonna col Bambino, attribuito alla scuola di Domenico Alfani.
Tra gli altri edifici religiosi meritano attenzione la chiesa di Santa Maria del Castello, situata dietro Palazzo Baglioni, e la chiesa della Madonna dell’Ulivello, che custodisce dipinti databili tra
XVI e XVII secolo.
Torgiano ha saputo affiancare al proprio patrimonio storico anche numerosi interventi di arte contemporanea. Tra questi spicca la Fonte di Giano di Nino Caruso, collocata in Piazza Baglioni, insieme ad altre opere disseminate nel borgo che mettono in dialogo memoria, territorio e creatività.