Castello conteso per la sua posizione comunicante con Perugia e il nord, Passignano sul Trasimeno rivela nell’odierno assetto le fasi della sua formazione, iniziata con la costruzione della rocca e continuata fino alle addizioni novecentesche addensate lungo il lago e stimolate dall’insediamento nel 1923 della Società Aeronautica Italiana, poi riconvertita in cantiere navale. Con la crisi delle attività industriali, si è accentuata la propensione dell’economia locale verso il turismo. Sede del servizio provinciale di navigazione, Passignano è collegata giornalmente ai centri rivieraschi e alle vicine Isola Maggiore e Isola Polvese.
Dalla nuova chiesa parrocchiale con fianco rivolto al lago, si entra nel centro storico per raggiungere in piano la cinquecentesca chiesa di San Rocco, di forme rinascimentali con un inconsueto doppio portale. Tornando indietro, si sale alla chiesa di San Bernardino, con facciata del 1573 in arenaria cui si sovrappone l’oratorio del Santissimo Sacramento, a formare un unico edificio. In cima al paese è la rocca, di probabile origine longobarda (V-VI secolo), primo nucleo del successivo castello che si allargò fino alle rive del lago in tre distinte fasi storiche. Di questo impianto si conservano lunghi tratti di mura, la trecentesca torre triangolare di ponente (poi divenuta la torre dell’orologio) e i resti dei bastioni rotondi.
Ridotta a chiesa cimiteriale, la pieve di San Cristoforo, citata in un diploma di Federico I nel 1163 ma di più antica fondazione (X- XI secolo), sorge su un preesistente tempio pagano. In uscita dall’abitato, verso la Toscana, si incontra il santuario della Madonna dell’Oliveto, edificato grazie alle elemosine e al lavoro dei fedeli nel 1582-86 su probabile progetto di Mariotto Radi, forse utilizzando i ruderi di un vicino monastero.
Ad est del paese si trova la piccola chiesa di San Vito con una piccola torre di probabile origine bizantina.