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The Unicorn, the Gorgon and the Manticore

Teatro Umbria
Foligno (PG)

Al Teatro Caio Melisso Ore 17.30 va in scena

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“The Unicorn, the Gorgon and the Manticore” di Gian Carlo Menotti… sulla scia di Kubrick

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Le Celebrazioni dell'Anno Menottiano entrano nella fase conclusiva con una serie di appuntamenti di altissima caratura che fino al 1 febbraio, ricorrenza della morte del compositore (1911-2007), renderanno omaggio allo storico fondatore del Festival dei Due Mondi. Il primo appuntamento, dedicato al figura del compositore, sarà domenica 22 gennaio 2011 alle ore 17,30 presso il Teatro Caio Melisso – Spazio Carla Fendi, dove il M° Francesco Corrias alla testa del coro Vocalia Consort di Roma e accompagnato al pianoforte dalla giovane e talentuosa folignate Lucia Sorci, eseguirà l'opera di Gian Carlo Menotti "The Unicorn, the Gorgon and the Manticore or The Three Sundays of a Poet" favola madrigalesca per coro, dieci danzatori e dieci strumenti (esecuzione in forma di concerto con accompagnamento di pianoforte).

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TRAMA. Un poeta bizzarro gira per la città con i suoi tre eccentrici animali, l'Unicorno, la Gorgone e la Manticora, gettando scompiglio tra gli abitanti e suscitando in loro sdegno, poi curiosità e infine spirito d'emulazione. Solo dopo la morte del poeta sarà chiaro che i tre mostri sono in realtà la rappresentazione delle tre fasi della vita dell'uomo: la giovinezza, l'età adulta e la vecchiaia, ciascuna con le proprie caratteristiche. L'opera, composta nel 1956, si costituisce di quattro parti, un'introduzione e tre domeniche ciascuna dedicata ad uno dei tre animali, e si compone complessivamente di 13 madrigali per coro a cappella o con brevi accompagnamenti strumentali. Essa è una delle massime creazioni di Gian Carlo Menotti, quella probabilmente cui rimase più legato e che da sempre raccoglie l'ammirazione unanime di pubblico (in primis Igor Stravinski, che l'amava moltissimo) e critica. “In essa Menotti – afferma il M° Corrias – sul perfetto calco delle commedie madrigalesche tardo rinascimentali e dei suoi massimi rappresentanti Orazio Vecchi e Adriano Banchieri, affida la rappresentazione simbolica della propria vita di artista a tre animali simbolici: la giovinezza all'Unicorno, la maturità alla splendida Gorgone e la vecchiaia alla Manticora. Più volte Menotti stesso ha legato la sua vita e le coordinate geografiche in cui si svolse a questi tre animali: l'Italia, l'America e la Scozia”. Una fiaba madrigalesca che è anche una satira della società e dello snobismo, rimanda allo spirito di anticonformismo e ricchezza creativa incarnato dal compositore, che in un suo scritto provocatoriamente ricordava “we are not the after dinner mint of society!” e ancora “io spero di avervi che ho creato Spoleto per un bisogno intimo di sentirmi necessario ad una comunità. Ad un certo punto, verso i cinquant'anni, mi sono ribellato all'idea dell'artista come il giullare della società. No, io voglio sentire che l'artista è parte fondamentale della comunità! Ho sentito in me la necessità di sentirmi necessario”. Si tratta di un'opera che getta luce sulle convinzioni artistiche di Menotti, ma anche sul rapporto con critica e pubblico. Un appuntamento imperdibile, che di fatto si pone a coronamento dell'Anno Menottiano concludendo la riproposta delle musiche di Menotti nell'anno del centenario dalla nascita dell'artista. Opera di rarissima rappresentazione in Italia e perciò di assai difficile fruizione da parte del pubblico, a Spoleto l'unica rappresentazione risale al 1970 nell'ambito della Tredicesima edizione del Festival dei Due Mondi, quando lo spettacolo venne allestito in forma scenica con le coreografie di John Butler, mentre all'estero la composizione è tuttora tra le più amate. L'esecuzione spoletina sarà impreziosita dalla presenza di Luca Barreca, volto noto al grande pubblico per essere stato dal 2007 al 2009 Federico Ruffo d'Altavilla nella serie TV di Raitre Agrodolce e per aver anche recentemente partecipato alla serie TV di Raiuno Che Dio ci aiuti. Attore versatile e multiforme, oltre che valente cantante, Barreca reciterà i testi di Menotti in modo da rendere perfettamente fruibile al pubblico l'opera presentata nell'originale versione in lingua inglese. Particolare motivo di vanto costituisce per l'Associazione Celebrazioni Anno Menottiano l'omaggio giunto nell'occasione dello spettacolo da parte di Guerrino Lovato, figura di artigiano e artista tra i più noti e apprezzati, già organizzatore di molte edizioni del Carnevale di Venezia e per anni Prior Grando della Compagnia Dè Calza I Antichi, creatore di maschere e apparati teatrali di grande bellezza: suoi, ad esempio, i disegni e i prototipi delle sculture e dei bassorilievi di ornato della cavea per la ricostruzione del Gran Teatro la Fenice di Venezia dopo il disastroso incendio. La sua bottega artigianale nel cuore di Venezia, Mondonovo Maschere, è conosciuta in tutto il mondo per avere un importante catalogo di maschere: più di 800 modelli, dalle maschere tradizionali della Commedia dell'arte a quelle più particolari e stravaganti. Molte di queste opere sono state utilizzate da registi del calibro di Franco Zeffirelli (“La Traviata”), Kenneth Branagh nel film “Tanto rumore per nulla”, ed altri. Senza dimenticare le maschere create da Lovato per la scena fondamentale dell'ultimo film girato dall'indimenticato Stanley Kubrick “Eyes wide shut” con Tom Cruise e Nicole Kidman. Tutte le maschere, tranne quella dell'Unicorno che è stata creata di Guerrino Lovato per l'occasione, sono dal settembre 2011 ospitate presso il Museo Mondonovomaschere di Malo (VI), che le ha gentilmente concesse a titolo gratuito.

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voce recitante Luca Barreca

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Vocalia Consort

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pianista Lucia Sorci

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direttore Francesco Corrias

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ingresso 5 euro

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