Teatro Comunale Luca Ronconi - Chi ha paura di Virginia Woolf?

Martedì 22/02/2022
“Non posso non partire dal titolo per affrontare questo testo che ancora una volta mi riporta all’America e alla drammaturgia americana. Molti critici hanno detto che questo titolo è solo un gioco ironico, un rimando intellettualistico alle paure di vivere una vita priva di delusioni. Una canzoncina che la nostra protagonista dissemina per tutto il testo, che riprende la melodia per bambini, e non solo, “Who’s Afraid of the big bad Wolf?” ovvero: “Chi ha paura del lupo cattivo?”. La paura del lupo, quel lupo che fin da piccoli è fuori dalla porta pronto a sbranarci, pronto a punirci nel momento in cui non stiamo nelle regole che la società ci impone. Eppure, non posso credere che questa scelta, in un autore attento come Edward Albee, sia solo un vezzo intellettualistico, dal momento che per sostituire la parola “lupo” scomoda una delle figure intellettuali più importanti del novecento, Virginia Woolf.
c3dc22b5Contenuto di a13cff8f UmbriaEventi.com d3308451
d73ed61eContenuto di 13c15b60 UmbriaEventi.com b995d269Virginia Woolf è un’autrice che crea un nuovo modo di narrare, un nuovo linguaggio. Una vera visionaria, una combattente instancabile per l’emancipazione femminile. Una donna che insegnò alle donne ad uccidere le loro madri, come per gli uomini Edipo ci insegnò ad uccidere i nostri padri, o meglio un’idea di padre, come la Woolf uccise un’idea di madre, quella che vedeva nella donna “l’angelo del focolare”. Credo che tanto di tutto questo si trovi nel testo, la Woolf è presente nei due protagonisti che fanno da specchio alla giovane coppia scelta come sacrificio di questo violentissimo e disperato amore, questo: “jeu de massacre”. La Woolf è presente anche in una idea di narrazione che riguarda lo stesso Albee: “Ogni volta che entra la morte, bisogna inventare, mentire, ricostruire. La morte la puoi vincere solo con l’invenzione”. Ed è proprio quello che fa fare Albee ai suoi protagonisti, prende spunto da questa frase della Woolf e porta questa coppia, ormai morente, a inventare per ricrearsi, per restare in vita, a scegliere di inventare un figlio mai esistito, ed è spiazzante che lo faccia proprio lui che fu adottato. Bisogna scegliere di spiazzare la morte, di vincere la depressione, la paura, forse anche di anticiparla proprio come fece la grande Virginia Woolf.
fab20ca2Contenuto di 74386fdc UmbriaEventi.com 7dcb8520
afc4ce66Contenuto di 7a6c26a5 UmbriaEventi.com fe82f0e0Tutto accade in una notte, perché anche per Albee, come per la stessa Woolf, il tempo è circolare, non invecchia mai. Il tempo resta giovane. Nel tempo va cercata la sospensione, l’attimo, ed è per questo che la Woolf affermava che non si può scrivere a trama, bisogna scrivere a ritmo, l’attimo è nel ritmo, è una sospensione. Ed è strano che ancora un parallelismo mi porti a pensare ad una non casualità del titolo: anche Albee è ossessionato dal ritmo, che incide con una scelta maniacale della punteggiatura, forse oltre al linguaggio la sua vera ricerca. Le cronache raccontano che quando dirigeva gli attori pretendeva un rispetto totale della punteggiatura che aveva scelto, un rispetto della partitura, e quindi del ritmo. Tutto ciò mi porta ad una nuova avventura, un testo realistico, ma che diventa visionario per la potenza del linguaggio, per la maniacalità della punteggiatura e per la visionarietà, dovuta ai fumi dell’alcool e alle vertiginose risate che divorano e fagocitano i protagonisti di questo testo. Albee, nel rifuggire ogni sentimentalismo, applica una sua personale lente di ingrandimento al linguaggio che sente parlare intorno a sé, ne svela i meccanismi di ripetizione a volte surreali che portano ad uno svuotamento di significato, ma come spesso accade in questo testo, parallelamente mostra come il linguaggio sia un’arma efferata per attaccare e ridurre a brandelli l’involucro in cui ciascuno di noi nasconde la propria personalità e le proprie debolezze. Per fare tutto questo ho voluto circondarmi di un cast non ovvio, non scontato, un cast che possa spiazzare e aggiungere potenza a quella che spesso viene sintetizzata come una notturna storia di sesso ed alcool. Un cast che avesse già nei corpi degli attori un tradimento all’immaginario, un atto-attore contro il fattore molesto della civiltà, che Albee ha ben conosciuto, come ci sottolinea nella scelta del titolo. Chi ha paura di Virginia Woolf? Se c’è qualcuno alzi la mano.”
4b3304e5Contenuto di 284d0a26 UmbriaEventi.com d0e5465eAntonio Latella
d2776bcfContenuto di 807f0a0b UmbriaEventi.com 3a86b0cb e8f16faaContenuto di 1f4dccb3 UmbriaEventi.com 5c11f3da

traduzione Monica Capuani
728fe828Contenuto di c07fb210 UmbriaEventi.com 157405eeregia Antonio Latella
f2ee1519Contenuto di 7a0ad9ae UmbriaEventi.com e8405d1bcon Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni, Ludovico Fededegni, Paola Giannini

104d278eContenuto di b8ea39aa UmbriaEventi.com f47aaf87

drammaturga Linda Dalisi
13c1146aContenuto di e4730d5b UmbriaEventi.com bd9c32b9scene Annelisa Zaccheria
2d64dc60Contenuto di 2c20561c UmbriaEventi.com 231e81c1costumi Graziella Pepe
c5503cb0Contenuto di 736a827c UmbriaEventi.com 0435a07cmusiche e suono Franco Visioli
9acefc99Contenuto di d4bf79f2 UmbriaEventi.com 4d9e0305luci Simone De Angelis
7c6af467Contenuto di bd7045d7 UmbriaEventi.com 6a245271assistente al progetto artistico Brunella Giolivo
8050ebc9Contenuto di a92f4ec3 UmbriaEventi.com ef48391cassistente volontaria alla regia Giulia Odetto

932325a2Contenuto di 97d7dd59 UmbriaEventi.com f32c5159

produzione Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo speciale della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli
24b733adContenuto di 5d5a013a UmbriaEventi.com 7bee0c92si ringrazia il Comune di Spoleto
579bb28dContenuto di cf29a6a0 UmbriaEventi.com d3283345
270c01a6Contenuto di 33b7573a UmbriaEventi.com f68f87e1durata spettacolo 3 ore e 15 compreso intervallo
f3a98fe6Contenuto di 6506bb6d UmbriaEventi.com b05d36e6
f7598a94Contenuto di d8536d93 UmbriaEventi.com 221e514dMARTEDÌ 22 FEBBRAIO ore 21:00

c2abba94Contenuto di 65f71b59 UmbriaEventi.com 94341359
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