Castiglione del Lago

Storia del Paese
Cosa c'è da vedere
Isola Polvese
Castiglione del Lago sorge su un promontorio situato sulla riva occidentale del lago Trasimeno. La cittadina, circondata per intero dalle sue mura, è dominato dalla Fortezza Medievale.

Il borgo deve il suo nome al simbolo della famiglia che anticamente vi dominava; infatti Castiglione deriva da Castellum Leonis (castello del leone), volgarizzato poi in Castellioni.
Carta del marchesato di Castiglione del Lago.
 







 
Vista su Castiglione del Lago
Fondata dai romani col nome di Novum Clusium (Nuova Chiusi), sorge su di un colle che in epoca antica costituiva la quarta isola del lago Trasimeno (le tre isole ancora esistenti sono la Maggiore, la Minore e la Polvese) prima che la striscia d'acqua che la separava dalla terraferma fosse riempita. Nella struttura urbanistica del borgo antico è facilmente riscontrabile, nelle tre strade parallele che tagliano longitudinalmente il paese (decumani), l'origine romana.

Castiglione del Lago si trova lungo quella che un tempo era un'importante via di comunicazione, stretta tra Orvieto al sud, Chiusi ad ovest ed Arezzo al nord. La sua posizione in una zona così contesa, prima tra gli Etruschi ed i Romani, in seguito tra le cittadine toscane e Perugia, causò in numerose occasioni la distruzione delle fortificazioni originali, ricostruite a più riprese.

Solo durante il regno di Federico II (agli inizi del XIII secolo), Castiglione visse un periodo di relativa stabilità.
Più tardi il paese cadde sotto il controllo di Perugia, divenendo feudo della potente famiglia dei Baglioni.
Nel 1550, papa Giulio III concesse il feudo a sua sorella Giacoma Ciocchi del Monte. Il 19 novembre 1563, il figlio di lei, Ascanio della Corgna, divenne marchese di Castiglione e del Chiugi per volere di Pio IV, insieme al fratello cardinale Fulvio. Ascanio della Corgna emanò nel febbraio 1571 gli statuti, completati poi dal cardinale Fulvio e dal nipote Diomede: costituivano un'ampia raccolta di norme giuridiche civili e penali per disciplinare quanto avveniva nello staterello. Il marchesato era anche rinomato per fatti culturali ed artistici: nel palazzo castiglionese il marchese organizzava riunioni dell'Accademia degli Insensati, con la partecipazione di insigni letterati, nobili ed artisti; il Pomarancio ed altri pittori affrescarono la prestigiosa residenza, progettata dal Vignola e da Galeazzo Alessi.

Nel 1617 Paolo IV concesse il titolo ducale a Fulvio II. Ad Ascanio I succedettero Diomede, Ascanio II e Fulvio II, al servizio dei quali operarono il poeta burlesco Cesare Caporali e il severo segretario di corte, nonché scrittore politico, Scipione Tolomei. Il duca Fulvio II morì nel 1647 senza lasciare eredi e così il feudo tornò sotto il dominio dello Stato della Chiesa, quindi divenne un  feudo pontificio con potere di imperio e diritto di battere moneta.

Prima dell'inizio del conflitto vi era la scuola di volo per piloti da caccia della Regia Aeronautica. Il comune di Castiglione del Lago durante la seconda guerra mondiale venne attraversato dalla linea Albert, anche conosciuta come linea del Trasimeno: fu una linea difensiva creata dall'esercito tedesco durante la ritirata dalla campagna d'Italia nel 1944.
La struttura urbanistica del paese, ideata da Ascanio della Corgna su proposte dell'amico-maestro Galeazzo Alessi, prevede le mura medievali che raccolgono il paese e tre sono le porte di accesso al paese, tre le strade principali, tre le piazze, tre le Chiese e perfino il Mastio ha soltanto tre lati. Infatti il borgo di Castiglione del Lago fu progettato tenendo conto della simbologia esoterica del numero 3 (il 3 comanda l'universo ed è il numero più magico e potente), secondo una consuetudine diffusa nell'architettura e urbanistica del tempo.
 




 
Porte di Castiglione del Lago nell'ordine a Partire
da Sinistra:
Porta Perugina, Porta Fiorentina, Porta Senese
 
Il Palazzo Ducale o Palazzo della Corgna, l'attuale sede del Comune ed è situato vicino alla Rocca del Leone. Sia il Vignola che Galeazzo Alessi concorsero alla progettazione del palazzo, che fu la principale residenza dei della Corgna che governarono, dal 1563 al 1647. Concepito come una piccola "reggia", è separato dal paese e circondato da un fiorente giardino, celebrato dal poeta di corte Cesare Caporali.
Il palazzo, a forma di una elle, era articolato su quattro elevazioni, l'ingresso principale, cui si accedeva mediante due rampe di scale, era localizzato nella facciata principale, sul retro, con vista sul lago Trasimeno, si apriva un secondo accesso contenuto in una torre.
Palazzo Ducale o Palazzo della Corgna
Al suo interno bellissime sale affrescate, il  piano terra veniva usato dai della Corgna come sede di un "cenacolo intellettuale" qui troviamo finissimi affreschi con le storie del mondo alla rovescia e Diana e Callisto, attribuiti a Salvio Savini.
La sala d’ingresso è detta “Sala di Paride”, al centro della volta, opera del Pomarancio, è dipinto il Giudizio di Paride. Gli affreschi celebrano il matrimonio tra Diomede della Corgna, nipote e figlio adottivo di Ascanio, con Porzia Colonna.
Al piano superiore la Sala Maggiore, il luogo di rappresentanza del marchesato e, in quanto tale, gli affreschi commissionati al Pomarancio da Diomede della Corgna-della Penna (1582-83) avrebbero dovuto eternare le gesta di Ascanio I.
Affreschi Palazzo della Corgna
Dalla Sala del Teatro si accedeva alla Sala del trono, in cui i signori, sbrigavano gli affari di stato, qui troviamo lo stemma di famiglia, da qui una porta segreta comunicava con un camminamento coperto, con feritoie sul lago, che conduceva alla rocca del Leone e poteva essere utilizzato come via di fuga, in caso di incombente pericolo. Infine la Sala dell'Eneide, affrescata con storie dell'eroe troiano dal Pomarancio e da Giovanni Antonio Pandolfi, dove si riuniva il Consiglio dei Priori; la Sala dell'Archivio con la vicenda di Fetonte, del Pandolfi; la Sala di Diana e Callisto, con le caratteristiche scene del mondo a rovescio; la Sala delle Arti (prigione) e delle Metamorfosi (Apollo e Dafne).
 
Affreschi Palazzo della Corgna
Il pregiato arredamento dei della Corgna si disperse tra gli affittuari e oggi rimangono solo 24 poltrone e un organo consevato nella Chiesa di San Domenico.
Due stanze del Palazzo della Corgna, sono state riservate per ospitare reperti di tombe etrusche e di ritrovamenti romani in parte già di proprietà comunale ed in parte donate da privati cittadini che ne erano in possesso da tempo immemore e che, finalmente, hanno avuto la possibilità di metterli a disposizione della collettività in maniera gratuita e volontaria, così è nato il Museo Antiquarium.
Antiquarium
La visita dellAntiquarium inizia con la sezione paleontologica. I resti fossili di ammoniti mesozoici di Migiana (Giurassico inferiore) e quelli di mammiferi quaternari di Ellera (Pleistocene inferiore), accompagnati da un aggiornato apparato didattico, illustrano due lontane e importanti tappe della storia del territorio di Corciano.
Testimone dell'archeologia classica è invece il sarcofago delle Volpaie che appartiene ad una tipologia di monumenti realizzata con una varietà di calcare, nota come pietra fetida, diffusa nei territori di Chianciano, Chiusi, Cetona e Sarteano. 

Apertura:
- Aprile/Ottobre
tutti i giorni dalle 10.00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00
- Novembre/Marzo
giovedì e venerdì dalle 15:00 alle 18:00 
sabato e domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00
 
Imponente è la Rocca del Leone, che caratterizza la cittadina. L'interessante struttura pentagonale irregolare, dominata da un torrione triangolare alto 39 metri; agli angoli, quattro torri fortificano le mura merlate.

Fu fatta erigere dall'imperatore Federico II di Svevia nelle prime decadi del 1200, come obiettivo nel dislocamento delle truppe, sui resti di una più antica costruzione, corredata di una pieve, dedicata ai SS. Filippo e Giacomo, della quale rimangono pochi ruderi.
Rocca del Leone
La vera rocca è costituita dall'estrema appendice del baluardo che serra la piccola penisola sul Trasimeno.
Il maschio, che si distingue per la sua particolare base triangolare, poichè  anch'esso progettato tenendo conto della simbologia esoterica del numero 3, come il resto del borgo; esercitava attività di accurata vigilanza sul lago e sulle terre limitrofe, rappresentando l'ultima fortificazione cautelativa.
Il fortilizio è stato  trasformato a più riprese: Federico II quasi sicuramente incaricò Elia da Cortona di ricostruirlo. Ascanio della Corgna, esperto in architettura militare, lo rese inattaccabile e per questo motivo famoso in Europa, infatti sostituì alcune torri con bastioni cilindrici e fece realizzare, all'interno del recinto, un giardino all'italiana.
Il complesso fu migliorato e ingrandito nel 1503 dai signori di Perugia Giampaolo Baglioni e Malatesta IV che vi fissarono la residenza estiva.
La Rocca fu assaltata, nel 1642, con scarsi risultati, dall'esercito del duca di Parma Odoardo I, per ottenere il passaggio nel feudo corgnesco, durante la cosiddetta Guerra Barberina per l'occupazione del farnesiano ducato di Castro (1641-1644) ed i soldati, pertanto, in assenza di Fulvio II, penetrarono nel borgo con altri sistemi.
La rocca, infine, dopo la devoluzione del ducato castiglionese allo Stato della Chiesa, in seguito alla morte, nel 1647, del duca Fulvio II, privo di eredi, passò sotto la giurisdizione pontificia e, nel 1860, al locale comune.
Attualmente è utilizzata per spettacoli folcloristici e teatrali durante l'estate.
 
La Chiesa di Santa Maria Maddalena, detta anche pieve o priorata, è ubicata in via Vittorio Emanuele (presso la Porta Senese), nel corso principale del centro storico di Castiglione del Lago, è il luogo di culto più importante del borgo medievale umbro. L'attuale chiesa, di impianto del primo Ottocento è stata costruita su un edificio preesistente.
Tra il 1836 e il 1860 Giovanni Caproni, rinomato architettodell'epoca, progettò la costruzione del nuovo tempio, in stile neoclassico: nel 1868 fu completato il pronao e nel 1893 venne realizzato il campanile, vicino alla cupola.
L'interno della chiesa custodisce alcune opere d'arte, tra cui la Madonna del Latte (scuola senese del Trecento), La cena di Emmaus (affresco del 1850 di Mariano Piervittori che decorò anche il coro).
La parte sinistra è impreziosita dalla Madonna in Trono (attribuito a Eusebio da San Giorgio, anch'egli allievo della bottega perugina del famoso artista Pietro Vannucci).
 

Chiesa di Santa Maria Maddalena
La Chiesa di San Domenico fatta erigere nel 1638 dal duca Fulvio II, come ringraziamento per la guarigione della moglie Eleonora de Mendoza (da una cancrena).
La chiesa, in stile barocco è composta da due vaste aule: la prima corrisponde a quella dove si celebrano i riti religiosi, la seconda alla sacrestia, in cui vengono conservate le reliquie (tra cui il busto di santa Barbara, donato dalla duchessa Eleonora) e si convocano le riunioni dei confratelli della Venerabile compagnia di san Domenico.
L'interno, rettangolare, è impreziosito da un ricco altare maggiore, con il dipinto della Vergine con il Bambino, e, ai lati, le

Chiesa di San Domenico
statue di legno di san Domenico e dell'arcangelo Michele, attribuita all'artista fiammingo Girolamo Scaglia.  Di pregevole fattura  organo del Seicento proveniente dal palazzo ducale. Interessante il controsoffitto ligneo a cassettoni decorato in oro e celeste con, al centro, lo stemma dei Bourbon di Sorbello, inquartato con l'arme dei Baglioni.
Nell'adiacente cappella del Salvatore si trovano le tombe del poeta Cesare Caporali e del duca Fulvio II, e interessanti statue di legno, da questi donate, raffiguranti Gesù flagellato e il Santo di Guzman.
 
Nel comune ci sono dodici frazioni, tra cui spicca l'Isola Polvese, la più grande delle tre esistenti nel lago Trasimeno, in Umbria; adibita a parco scientifico-didattico, è di proprietà della provincia di Perugia.
L'isola ha un'estensione di 69,6 ha, la costa si trova a 258 m s.l.m., mentre la sommità raggiunge i 313,4 m; nella parte orientale e meridionale è presente una vasta zona umida con canneti che danno rifugio a varie specie di uccelli ed anfibi.
Isola Polvese
Nella zona settentrionale si trova un piccolo bosco (11 ha), prevalentemente popolato dai lecci e roverelle, nel 1995 è stata dichiarata dalla provincia parco scientifico-didattico nell'ambito del Parco regionale del Trasimeno.
L'isola è abitata in maniera saltuaria solo da un paio di famiglie.
È raggiungibile dal servizio di traghetti, soprattutto verso la vicina San Feliciano.
Il territorio è stato occupato dai Romani, in quanto sono visibili alcuni resti di opus reticulatum, porzioni di questo sono ad oggi conservate nella Chiesa di San Giuliano, risalente all'XI secolo, la piccola chiesa con una sola navata, affrescata internamente.
Nell'817 l'isola è nominata in un documento ufficiale, nel quale Ludovico il Pio concede al papa Pasquale I la città di Perugia ed il lago Trasimeno con le tre isole (Maggiore, Minore, Polvese).
Nel 1139, i polvesani decidono di affidarsi alla protezione di Perugia: a quel tempo l'economia dipendeva soprattutto dalla pesca e dalla coltivazione di piccoli appezzamenti, con un relativo benessere, visto che alla fine del XIII secolo vi abitavano 88 famiglie, per un totale di circa 500 persone.
 
Nel 1643 le truppe del granducato di Toscana occupano l'isola e arrecano danni notevoli a tutte le strutture, tra cui il Castello medievale (XIV secolo), di cui rimane la cinta muraria di forma pentagonale. Non era effettivamente una residenza, ma una fortezza-recinto, serviva soprattutto come struttura di rifugio per gli isolani, da usare in caso di necessità.
Nel corso del XVII secolo la vitalità dell'isola comincia a declinare: dapprima, i monaci olivetani abbandonano il monastero nel quale erano insediati dal 1482, posto sulla sommità dell'isola.
Resti del Castello della Polvese
Di questo rimangono oramai solo le mura esterne di questo complesso romanico a tre navate, con cripta e abside, il monastero è in ristrutturazione, per cui non è possibile accedervi.
Nel 1959 venne acquistata dal milanese conte Citterio, che fece realizzare una villa ricavata dalle accurate ristrutturazioni di gran parte delle costruzioni esistenti. Infine, nel 1973, l'isola diviene proprietà della Amministrazione provinciale di Perugia.
   
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