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Jazz in August

Manifestazioni e Festival
da Venerdì 07/08/2020 a Lunedì 10/08/2020
Perugia (PG)
La Fondazione Umbria Jazz non si è mai rassegnata, nemmeno nel periodo del lockdown, e ha continuato a credere che, nel più assoluto rispetto delle norme di sicurezza ed in linea con le disposizioni delle autorità sanitarie e delle istituzioni, fosse comunque doveroso ricominciare a produrre musica. Anche quest’anno.
a04ef079 Contenuto di b9f371d2 UmbriaEventi 511deae2
74c6837f Contenuto di d63ca5b2 UmbriaEventi 434b7cdeCancellata l’edizione 2020 in programma per luglio (a proposito, arrivederci al prossimo anno: Umbria Jazz 21, 9-18 luglio) la cui complessità era incompatibile con la realizzazione, ha costruito una manifestazione che per livello artistico è del tutto degna del marchio UJ.
fc98c868 Contenuto di ba07bbfc UmbriaEventi 4eb2eee8
ccfac4e6 Contenuto di 90b7f793 UmbriaEventi 3ad65d0dIl Titolo: Jazz in August
5653fcce Contenuto di 439f27d7 UmbriaEventi 05e1bc86Le date: 7 – 10 agosto
c485aa40 Contenuto di 0117848a UmbriaEventi fb51ac21Lo spazio: Piazza IV Novembre
29c800fd Contenuto di 5c4c4728 UmbriaEventi 37cba062
9481b4ed Contenuto di 476b1298 UmbriaEventi 0d309d32È un evento dedicato esclusivamente al jazz italiano, che ormai da anni occupa un posto di rilievo nei cartelloni di Umbria Jazz. È però la prima volta (con la sola eccezione della manifestazione di Assisi quattro anni fa per raccogliere fondi per i terremotati) che ai musicisti italiani è riservato l’intero programma. Questo, soprattutto per contribuire a rilanciare e sostenere il movimento del jazz tricolore che ha pagato un prezzo pesante all’epidemia con la forzata inattività. Oltre ai musicisti, almeno altre 250 persone lavoreranno alla realizzazione della manifestazione, tra tecnici, maschere, servizio d’ordine, personale di palco, e saranno coinvolte aziende in qualità di fornitori.
10d8e665 Contenuto di db978e45 UmbriaEventi d084c1eb
f5419970 Contenuto di 7b70271d UmbriaEventi f36f8920Nello stesso tempo, non si vuole rinunciare, nemmeno in un anno così difficile e drammatico, a giocare il ruolo che il jazz, la musica, la cultura hanno sempre avuto di motore del turismo, della vita sociale e dell’immagine stessa dell’Umbria a livello internazionale. Torneranno le belle notti perugine di Umbria Jazz, ma intanto vogliamo dare la colonna sonora alla ripresa del nostro territorio.
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94d9cc1d Contenuto di 562959a9 UmbriaEventi fdb806edRadio Monte Carlo sarà la radio ufficiale di “Jazz in August”: i suoi programmi, il sito web e i suoi social network daranno ampio risalto alla manifestazione e sulle sue frequenze verranno regalati gli ingressi ai concerti. Maurizio Di Maggio, inconfondibile voce dell’emittente, racconterà l’atmosfera che si respira a Perugia e presenterà le esibizioni della sera.
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PIAZZA IV NOVEMBRE
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Venerdì 7 Agosto
Ore 21:30 Greta Panettieri Quartet

Una delle più classiche formazioni jazz, ovvero una cantante ed un trio pianoforte-contrabbasso-batteria, più un sassofonista. Il quartetto di Greta Panettieri con Max Ionata special guest non profuma soltanto di tradizione ma rilegge il genere con freschezza ed originalità. Greta Panettieri è cresciuta artisticamente a New York, dove nel 2010 ha pubblicato lʼalbum dʼesordio The Edge Of Everything. Oggi, con sette dischi alle spalle, tour internazionali e molte collaborazioni eccellenti, è considerata una delle più interessanti vocalist italiane. Tra i suoi maggiori successi, Non gioco più, album interamente dedicato a Mina e alla canzone dʼautore italiana. L’incontro con Max Ionata è avvenuto nel 2013 e da allora e con sempre maggiore frequenza Greta e Max condividono il palco dando vita ad una partnership artistica in perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione. Ionata è da tempo uno dei sassofonisti italiani di punta, ed uno dei più noti anche all'estero. Ha collaborato con Dado Moroni in un duo che ha realizzato un omaggio a Duke Ellington ed uno a Stevie Wonder. Nell'arco della sua carriera, che già nel 2000 aveva avuto un momento chiave con la vittoria del concorso internazionale Massimo Urbani, il sassofonista abruzzese ha guidato diversi progetti a suo nome, ha collaborato stabilmente con alcuni dei migliori musicisti della scena internazionale ed è stato ospite di importanti jazz club e jazz festival.
 
Ore 23:30 The Good Fellas Gangster of Swing

Il jazz viene comunemente visto come una musica “seria”, spesso complessa, non facile da suonare e fuori da ogni categoria di easy listening. Non è sempre così. Esiste, ed è sempre esistito, un jazz che si diverte e diverte, che esprime buonumore, che cerca un approccio rilassato, che stimola al ballo. The Good Fellas si collocano su questo versante. Sono una banda di bravi musicisti che sanno come suonare, immedesimandosi benissimo nella parte, swing e rock & roll, che rimandano agli happy days degli anni cinquanta, che si ispirano a icone come Louis Prima e Louis Jordan, ma anche a Elvis. In più, quel beffardo clima italoamericano che sa tanto di Fred Buscaglione e Renato Carosone, e di una Italia che sogna l’America e i suoi miti. Nel loro genere, non hanno praticamente rivali, e del resto se dal 1993, anno della fondazione, girano festival, teatri e locali, con incroci artistici che vanno da Ray Gelato a Aldo, Giovanni e Giacomo, un motivo deve esserci. In ogni caso, il clima scanzonato non inganni: la qualità dello show è altissima, frutto di talento individuale, del fare musica insieme per tanti anni, di studi serissimi della materia.
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Sabato 8 Agosto
Ore 19:00 Nico Gori Tentet

Suonare una musica nata cento anni fa in un modo attuale e non manieristico, senza voler copiare o essere nostalgici nei confronti di un passato che non c’è più, bensì modernizzando e rendendo di volta in volta sempre diversa e fresca ogni performance, soprattutto coinvolgendo attivamente un pubblico molto vario. In questo modo Nico Gori presenta il suo Swing Tentet, che si rifà esplicitamente alla Swing Era delle orchestre di Cab Calloway e Benny Goodman, ma pure di Duke Ellington e Count Basie, e al jazz che negli anni 20 e 30 si ballava nei locali come il Cotton Club. Non una operazione nostalgia ma, anche attraverso la opportuna scelta del repertorio, la voglia di recuperare quel rapporto tra musica, spettacolo e ballo che era proprio del jazz di quel periodo. Un progetto ambizioso ma del tutto credibile considerando il talento e l’esperienza di Gori. Difficile infatti, se si pensa al clarinetto, che il primo nome che viene in mente non sia quello di Nico Gori. Il musicista fiorentino si è espresso ai massimi livelli nelle situazioni più varie - big bands, orchestre sinfoniche e gruppi jazz - sia come leader che come richiestissimo sideman, spaziando dalla musica classica al jazz, dal funky all’acid jazz.
 
Ore 21:30 Stefano Bollani
“Piano variations on Jesus Christ Superstar”

La formula del piano solo è una delle più suggestive tra le tante cui Bollani ha dato vita nella sua intensa carriera. Il piano solo, per il pianista milanese, “è come costruire un ponte e al tempo stesso passarci sopra. Si tratta di cercare di tradurre il momento presente in suono, perché arrivi più diretto al cuore, senza passare necessariamente dal giudizio della vostra testa”. Il suo più recente progetto si intitola “Piano Variations on Jesus Christ Superstar”. Nel cinquantesimo anniversario dell’album originale, ecco, con il benestare del compositore inglese, la versione inedita di Bollani del capolavoro di Lloyd Webber e Rice. “Piano Variations on Jesus Christ Superstar” è una versione totalmente inedita e interamente strumentale per pianoforte solo, ma che custodisce come un tesoro l’originale. “Ho scelto la formula del piano solo perché la storia d’amore è tra l’opera rock e me – spiega Bollani – e una storia d’amore cresce in bellezza se resta intima.” Non bisogna però aspettarsi una semplice trascrizione per solo piano. Bollani, grato per l’eccezionale permesso ricevuto da Andrew Lloyd Weber di reinterpretare la sua opera cult, si è liberamente ma rispettosamente avvicinato al capolavoro improvvisando sui motivi originali e sulle canzoni seguendo il suo guizzo giocoso e il suo spirito musicale, formato dalle tante tradizioni, dai tanti generi e incontri che hanno influenzato, forgiato e consolidato il suo linguaggio. Dire che Stefano Bollani è un musicista eclettico è poco. Anche classificarlo semplicemente come un musicista è riduttivo, perché scorrendo i tratti principali della sua carriera al fare musica bisogna aggiungere che ha scritto libri, condotto trasmissioni alla radio (con David Riondino) e alla televisione (con Renzo Arbore), lavorato in teatro (con, tra gli altri, Claudio Bisio, Maurizio Crozza, Lella Costa, Valentina Cenni). Musicalmente parlando, Bollani ha prodotto una incredibile varietà di situazioni, oltre al piano solo (con cui ha inciso tre dischi). Tra le tante: il duo pianistico (con Chick Corea, ma anche, alcuni anni fa, con Martial Solal a Orvieto), il trio “danese” con Jesper Bodilsen e Morten Lund, Napoli Trip, l’Orchestra del Titanic, collaborazioni con Bill Frisell, Richard Galliano, Gato Barbieri, Lee Konitz, la lunga partnership con Enrico Rava, lo spettacolo “Abbassa la tua radio” (omaggio alla canzone italiana anni ‘30 e ‘40), un progetto su Frank Zappa, il disco “Arrivano gli Alieni” con cui ha esordito come cantautore. E molto altro. Una sottolineatura meritano, da un lato, l’attività con orchestre classiche e illustri direttori come Daniel Harding, Zubin Mehta, Riccardo Chailly; dall’altro, le sue passioni brasiliane che hanno prodotto prima Carioca, poi Que Bom, e collaborazioni con Caetano Veloso, Egberto Gismonti, Chico Buarque, Hamilton de Holanda.
 
Ore 23:30 Funk Off

La prima volta fu nel 2003. Da allora la street band toscana è diventata popolarissima a Umbria Jazz con una formula originale e riconoscibile: superare il concetto di marching band della tradizione di New Orleans proponendo una musica trascinante e spettacolare, moderna e coinvolgente.
È così che i Funk Off sono diventati i beniamini del pubblico. Pensate a una musica, scritta e diretta da Dario Cecchini, fondatore e leader della band, in cui si affacciano echi di James Brown e Frank Zappa, fino al puro funk tipo Gorge Clinton. Il gruppo toscano è stato in pratica riproposto quasi tutti gli anni, sia a Perugia che a Orvieto e Terni, diventando un’attrazione fissa del festival. Stesso successo ha riscosso anche all’estero, da Melbourne a New York fino in Cina.
Il motivo di tanta popolarità è molto semplice: il gruppo è divertente e suona bene, ed il suo senso dello spettacolo, non meno delle innovazioni musicali, riesce a rivitalizzare un genere secolare come la marchin' band che fa parte degli albori del jazz.
A Orvieto presentano in anteprima il loro nuovo CD “Live at Blue Note Tokyo”.
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Domenica 9 Agosto
Ore 19:00 Mauro Ottolini Ottovolante Orchestra
Tributo a Fred Buscaglione”


Quando la storia della musica leggera italiana (con evidenti intrusioni del jazz nella sua più tradizionale variante dello Swing) si incrociava con quella della televisione, elettrodomestico dal grande futuro. Un’età d’oro che rimanda a grandi personaggi: autori, orchestre, coreografi, showmen, cantanti che concorrevano al successo e, molto spesso, alla qualità dei varietà del sabato sera. Fred Buscaglione fu uno di questi. Cantautore dalla vena noir, ceffo autoironico da gangster della Bovisa, seduttore latino sopra le righe, Buscaglione resta un mito, di cui il prossimo anno ricorre il centenario della nascita e quest’anno il sessantesimo anniversario della morte, avvenuta il 3 febbraio 1960 nello schianto della sua Thunderbird rosa. Un personaggio più unico che raro, ideale ispiratore per lo spettacolo allestito da Mauro Ottolini, uno dei musicisti più originali e creativi del jazz italiano. Con lui, “Ottovolante”, orchestra fondata per muoversi disinvoltamente tra le nostalgie della musica italiana del dopoguerra che riprendeva modelli jazz e latini per coniugarli con un forte carattere melodico. Ottovolante era, non a caso, il titolo di una fortunata trasmissione della Rai firmata da Garinei e Giovannini. Mauro Ottolini alla direzione della sua orchestra di tredici musicisti, nelle vesti di cantante e solista al trombone, reinterpreta con arrangiamenti originali anche alcune tra le più belle composizioni di Renato Carosone, Domenico Modugno, Gorni Kramer, Trio Lescano, Natalino Otto. Ottolini, il pubblico di Umbria Jazz lo conosce bene perché soprattutto negli ultimi anni è stato spesso presente nei cartelloni del festival e sempre con spettacoli diversi: dai Licaones all'omaggio di Simona Molinari a Ella Fitzgerald, dal grande evento dedicato a Luigi Tenco e ai cantautori alle colonne sonore dei film muti di Buster Keaton, dal progetto Sea Shells a quello dedicato a Storyville con Fabrizio Bosso e al Big Easy Trio con Karima.
 
Ore 21:30 Enrico Rava Special Edition Septet

Per festeggiare il suo ottantesimo compleanno, l’anno scorso, Enrico Rava si è fatto un regalo d’eccezione: allestire una “Special Edition” che raccoglieva alcuni dei talenti da lui scoperti e lanciati negli anni recenti. Un ottantenne, Rava, che, come accade per i grandi jazzmen, non perde mai quella freschezza di idee che porta a inventare formule e progetti, costruire inedite partnership artistiche, scoprire e valorizzare musicisti emergenti. Per esempio, Rava Under 21 e New Generation. Insomma, anche circondandosi di nuove leve, Rava ha continuato a curiosare tra le pieghe della musica e di conseguenza ad innovare. Della Special Edition fanno parte Francesco Bearzatti, Gianluca Petrella, Giovanni Guidi e la sezione ritmica del New Quartet che vinse nel 2015 il referendum di Musica Jazz: Francesco Diodati alla chitarra, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Enrico Morello alla batteria. Oggi sono tutti protagonisti della scena italiana (e non solo) del jazz. È forse inutile sottolineare ancora una volta quanto Rava abbia inciso sullo sviluppo del jazz italiano ed europeo. Il free jazz dei primi anni della carriera con Steve Lacy e Gato Barbieri, l’esperienza newyorkese con Cecil Taylor, Carla Bley e la JCO (la monumentale opera della Bley, Escalator Over The Hill), gli incroci con l’avanguardia europea, la scoperta dell’opera lirica in chiave jazz, le collaborazioni con alcuni dei più importanti artisti della scena contemporanea: sono capitoli, più che di una singola biografia, della storia del jazz italiano.
 
Ore 23:30 Funk Off

Chi è stato a una qualunque delle edizioni estive, invernali o primaverili di Umbria Jazz a partire dal 2003, si è portato via con i Funk Off una cartolina musicale del festival. Inutile ormai presentare i Funk Off. La street band toscana è diventata popolarissima con una formula originale e riconoscibile: superare il concetto di marching band della tradizione di New Orleans (il jazz è nato così) proponendo una musica trascinante e spettacolare, moderna e coinvolgente. Questa volta però si cambia lo scenario. Non più la parata per le strade del festival, ma la meno consueta performance sul palco in piazza. La band regge benissimo (lo ha già dimostrato) la prova “on stage” perché nel suo DNA non c’è solo il senso dello spettacolo ma anche una solida cultura musicale che trascende i generi. Pensate a una musica, scritta e arrangiata da Dario Cecchini, fondatore e leader della band, in cui si affacciano, oltre al jazz delle origini, anche echi r&b di James Brown e la polifonia acidula dei fiati di Frank Zappa, fino al puro funk tipo George Clinton e le più moderne tendenze hip hop. Il gruppo toscano è stato in pratica riproposto quasi tutti gli anni, sia a Perugia che a Orvieto e Terni, diventando un’attrazione del festival. Stesso successo ha riscosso anche all’estero, da Melbourne a New York fino in Cina.
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Lunedì 10 Agosto
Ore 19:00 Gianluca Petrella Cosmic Renaissance

Gianluca Petrella rimette in orbita la sua Cosmic Renaissance, liberamente ispirata ad un outsider assoluto come Sun Ra di cui oggi si parla poco ma che ha rappresentato un caso unico, una sorta di scheggia impazzita della storia del jazz. Certamente non è privo di suggestione il fatto che Petrella con la Cosmic Renaissance suonerà nella stessa piazza in cui suonò Sun Ra con la Solar Arkestra nella prima edizione di Umbria Jazz, il 1973. Il progetto di Petrella nacque nel 2007 e da allora, attraverso tanti concerti in giro per l’Europa e tre dischi, ha continuato a svilupparsi e ad assumere forme e suoni nuovi. L'adesione, più che alla musica in sé, è all’approccio alla musica del santone che aveva chiamato Arkestra la sua band e diceva di essere venuto sulla terra da qualche parte dello spazio esterno. Petrella non compie una rilettura filologica. In questo progetto c’è piuttosto la sottolineatura della straordinaria capacità visionaria di immaginare mondi sonori ed estetici non codificati, che è propria di Petrella come lo era di Sun Ra. È il continuo sconfinare verso frontiere inedite che possono emergere solo esplorando nel profondo le proprie doti creative e mettendo da parte convenzioni e schemi. Come un viaggio galattico con destinazione ignota. Con gli anni, la Cosmic Renaissance ha preso sempre più i tratti di Petrella, in una ricerca libera e personale che rappresenta sempre più il trombonista e leader pugliese. Sia il repertorio che la formazione hanno continuato a svilupparsi negli anni. Cosmic Renaissance è oggi un quintetto con Mirco Rubegni: tromba - Blake Franchetto: basso - Federico Scettri: batteria, laptop - Simone Padovani: percussioni Petrella, skipper di questa traversata spaziale è un artista il cui talento gode ormai, e da tempo, di un condiviso riconoscimento internazionale. È considerato uno dei maggiori trombonisti al mondo (ha vinto per due anni consecutivi il celebre Critics Poll di DownBeat, nella categoria artisti emergenti), e nell’arco di una carriera più che ventennale ha collaborato con artisti come Steve Swallow, Greg Osby, Carla Bley, Steve Coleman, Lester Bowie, Roswell Rudd, Ray Anderson, Pat Metheny, Oregon, John Abercrombie, la Sun Ra Arkestra diretta da Marshall Allen e con i più importanti musicisti italiani tra i quali Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Giovanni Guidi. Petrella ha composto, eseguito e inciso musica spaziando tra diversi generi, dalla sperimentazione all’elettronica al mainstream
 
Ore 21:30 Gino Paoli & Danilo Rea

Gino Paoli e Danilo Rea tornano a Umbria Jazz per riproporre il fortunato incrocio tra jazz e canzone documentato da tre dischi e tanti concerti, anche in Umbria. Insieme, nella suggestiva formula del duo voce-pianoforte, hanno esplorato il microcosmo della canzone d’autore nelle sue varie declinazioni, dalla tradizione napoletana alla grande scuola francese e ai temi del cantautore genovese, amati da più generazioni di italiani. Con loro questa volta, in qualità di ospite speciale, ci sarà anche una star del jazz come Fabrizio Bosso ad arricchire con la sua tromba un percorso in cui la melodia si coniuga con l’improvvisazione ed il linguaggio del jazz. Il duo Paoli-Rea gira da tempo per teatri e festival e all'inizio poteva sembrare una strana partnership, quella tra lo storico songwriter ed uno dei migliori pianisti italiani. Con il tempo si è visto che questi due mondi sono certamente diversi ma tutt'altro che separati. Del resto, Rea ha lavorato con grandi nomi della canzone, da Mina a Fiorella Mannoia, e Paoli ha sempre avuto una particolare vicinanza al jazz: qualcuno ricorderà a che in “Sapore di sale” (era il 1963) c’era un breve ma intenso intervento di un sax tenore. Era Gato Barbieri.
 
Ore 23:30 Funk Off

La street band toscana è diventata popolarissima a Umbria Jazz con una formula originale e riconoscibile: superare il concetto di marching band della tradizione di New Orleans proponendo una musica trascinante e spettacolare, moderna e coinvolgente.
È così che i Funk Off sono diventati i beniamini del pubblico. Pensate a una musica, scritta e diretta da Dario Cecchini, fondatore e leader della band, in cui si affacciano echi di James Brown e Frank Zappa, fino al puro funk tipo Gorge Clinton. Il gruppo toscano è stato in pratica riproposto quasi tutti gli anni, sia a Perugia che a Orvieto e Terni, diventando un’attrazione fissa del festival. Stesso successo ha riscosso anche all’estero, da Melbourne a New York fino in Cina.
Il motivo di tanta popolarità è molto semplice: il gruppo è divertente e suona bene, ed il suo senso dello spettacolo, non meno delle innovazioni musicali, riesce a rivitalizzare un genere secolare come la marchin' band che fa parte degli albori del jazz.
A Orvieto presentano in anteprima il loro nuovo CD “Live at Blue Note Tokyo”.
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