I tre porcellini, raccontata da Molino d'Arte, è la storia del Lupo che ha diritto a una casa.
Sfrattato più volte perchè povero e inadempiente aderisce al bando "Frasche al Bosco" , un'iniziativa del Comune per le famiglie a basso reddito.
Gli viene assegnata una casa in Via della Mela Rossa 4, nel complesso residenziale di Valletta Porchetta, ma i suoi vicini di casa snob, tre porcellini, per l'appunto, non lo vogliono affatto come vicino perchè trasandato e non abbastanza "perbene".
Pertanto, sebbene lo abbiano già firmato, gli negano il Contratto di Buon Vicinato, senza il quale il Lupo non può effettivamente prendere possesso della casetta assegnatagli.
La vicenda prosegue dunque con il Lupo che cerca a tutti i costi di prendersi il contratto firmato, e risvegliando il suo tratto bellicoso, ricalcando le orme della storia originaria, distrugge le case dei primi due porcelli, e nel tentativo di distruggere anche la terza giunge la sua catarsi.
Come è possibile riuscire a riscattare le proprie difficoltà di reddito? È mai possibile, o si resta vittime del sistema? Quali sono i diritti fondamentali, e cos'è il privilegio? A cosa bisogna aggrapparsi per avere un po' di sicurezza, e una casa, che è un diritto fondamentale?
La risposta giunge nel finale dello spettacolo, in cui alle differenze sociali tra i protagonisti si accosta il senso dell'essere comunità e del sostenersi a vicenda, con uno sguardo autentico sulla vita dell'altro, che è vicino a sè.
Il microcosmo di Valletta Porchetta, dunque, rispecchia la necessità di un luogo armonioso in cui vivere e convivere al sicuro, nel rispetto dei diritti fondamentali di ognuno.
È così che alla fine i tre porcelli e il Lupo si aiutano nel ricostruire le case distrutte e al Lupo vengono finalmente consegnate le chiavi della sua casetta al civico 4.
In una serie di situazioni comiche in cui interagiscono pupazzi in gommapiuma e attori, ed elementi scenografici cangianti e colorati, la storia si dispiega in modo leggero e in una intenzione narrativa sempre fiabesca, in vista del pubblico formato da adulti, ragazzi e bambini che nella magia del contenitore teatrale risignificano attualizzandola la celeberrima storia originale.
Fascia d’età: dai 3 anni
Compagnia Molino d’Arte (Altamura)
Teatro di figura con attori e pupazzi
Con: Angela Borromeo, Antonella Petrera
Regia: Antonello Arpaia
Testo e pupazzi: Antonello Arpaia