Che cosa c’entrano Little Tony e Bobby Solo nella prima opera teatrale del Vate? E perché un improbabile Gabriele D’Annun - zio si aggira vestito da Dennis Zucco nella gradinata di una scena di Grease per attirare le attenzioni della sua Sandy? La risposta, per fare i moderni, si potrebbe ritrovare nella parola dell’anno: Fake. Il Fake è qualcuno che falsifica la propria iden - tità mentendo sulla propria condizione, sulle proprie compe - tenze professionali, qualcuno che assume un nome diverso dal proprio per ottenerne vantaggi. È così che un D’Annunzio senza freni, ridicolo e violento, si approccia al Teatro. Riscrivendo la Tragedia, buttando sul pal - coscenico le sue pulsioni personali e condendole di Antigone, Ifigenia e Cassandra, di Grecia e delitti fratricidi e, ovviamente, incesti e fiumane d’amore estivo. Summertime! Il risultato “fa ridere”, La Città Morta è un testo che nessuno – neppure la Duse – è riuscito a prendere sul serio in prima bat - tuta ed ha collezionato nel tempo pochi e sporadici fallimenti fino ad essere quasi dimenticato. Ma è proprio da qui che il regista Leonardo Lidi è partito e, dopo aver reso Candy Pop l’intrappolato Zoo di Vetro, sfida il testo e la nomea teatrale dell’autore per permettere a se stes - so e allo spettatore un personalissimo viaggio tra inaspettato divertimento e pura poesia.
Nelle mani di Lidi il drammone di D’Annunzio assume, reite - ratamente, le sembianze di un giocoso musical…Uno spetta - colo da antologia, né più né meno.”
Enrico Fiore, Controscena
adattamento e regia Leonardo Lidi
con Christian La Rosa, Mario Pirrello, Giuliana Vigogna
scene Nicolas Bovey
costumi Aurora Damanti
suono Dario Felli
PRODUZIONE TEATRO STABILE DELL’UMBRIA, LA CORTE OSPITALE
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durata spettacolo 1 ora e 10
MERCOLEDÌ 10 ore 21:00
GIOVEDÌ 11 ore 21:00
VENERDÌ 12 ore 21:00 FUORI ABBONAMENTO