SPETTACOLO ANNULLATO O RINVIATO A CAUSA DELLE SOSPENSIONE DELLE ATTIVITÀ TEATRALI FINO AL 3 APRILE
Dal romanzo di Dacia Maraini
Fin dalle sue prime pagine il romanzo di Dacia Maraini, vincitore nel 1990 del Premio Campiello, immerge il lettore nel clima cupo e pieno di contraddizioni della Sicilia del Settecento. Mentre in Europa trionfa il Secolo dei Lumi, a Palermo, in un tempo scandito da impiccagioni, autodafé, matrimoni d’interesse e monacazioni, si consuma la vicenda di Marianna, della nobile famiglia degli Ucrìa.
“Sposare, figliare, fare sposare le figlie, farle figliare, e fare in modo che le figlie sposate facciano figliare le loro figlie che a loro volta si sposino e figlino…”, è questo il motto della discendenza Ucrìa, che in questo modo è riuscita a imparentarsi per via femminile con le più grandi famiglie palermitane.
Marianna, costretta ad andare in sposa a soli tredici anni a suo zio, investita “con rimproveri e proverbi” quando osa sottrarsi al suo ruolo di moglie, sembra all’inizio destinata alla medesima sorte. Lei è però diversa, sordomuta, ma proprio da questa menomazione trarrà la forza per elevarsi al di sopra della chiusura e della meschinità che la circonda.
Con
Raffaella Azim e
Francesca Conte
Fonico
Luca Nasciuti
Scene
Giorgio Panni e
Giacomo Rigalza
Segia
Daniela Ardini
Produzione
Lunaria Teatro
Lo spettacolo utilizza un interprete L.I.S.
Lingua Italiana dei Segni per rivolgersi anche alle persone non udenti.
MARTEDÌ 17 MARZO, ore 21:00