Celebrazione civile e religiosa per ricordare la liberazione della città dai Saraceni dopo un intervento miracoloso di S.Chiara.
… In altro tempo Vitale d'Aversa, uomo assetato di gloria e coraggioso in battaglia, guidò l'esercito, di cui era capitano, contro Assisi. Per la qual cosa spogliò la contrada di alberi, devastò tutte le vicinanze e infine pose stabile assedio alla città.
Con minacciose parole dichiara che non se ne andrà in alcun modo di lì, finché non si sia impadronito della città stessa. E già si era pervenuti a tal punto che si temeva imminente la caduta della città.
Quando lo venne a sapere Chiara, serva di Cristo, fu scossa da profondo dolore e, chiamate a sé le sorelle, disse: «Da questa città riceviamo ogni giorno molti beni, carissime figlie: sarebbe grande ernpietà non portarle soccorso, come possiamo, ora che è il momento opportuno».
Comanda di portare della cenere, comanda alle sorelle di scoprirsi il capo. E lei per prima, scopertosi il proprio, lo cosparge di molta cenere; poi depone la cenere sulla testa delle altre. «Andate dal Signore nostro – dice – e domandategli con tutto il cuore la liberazione della città».
(…) Dio misericordioso, il mattino seguente, dà con la tentazione, anche la via d'uscita: in modo che, tutto disperso l'esercito, anche quell'uomo superbo è costretto ad andarsene, contrariamente ai suoi disegni, e a smettere di tornare oltre quella terra …
Da “Leggenda di Santa Chiara” (Fonti Francescane)