Una mostra esclusiva, che raccoglie scatti inediti e privati sia del calciatore, ma anche riguardanti l'uomo e il suo legame speciale con la città di Perugia. Perchè Renato Curi ha lasciato il segno Renato Curi, una traccia indelebile nella storia di Perugia e nel ricordo dei perugini.
Era il 30 ottobre del 1977, al quinto minuto del secondo tempo di Perugia-Juventus, la sfida tra le prime della serie A giocata sotto una pioggia battente, quando il piccolo numero 8 si accasciò a centrocampo all' improvviso, il capannello intorno a lui, la concitazione, la barella scortata fino al tunnel degli spogliatoi resero chiaro che si trattava di qualcosa di grave. La corsa disperata in ospedale fu vana. A fine partita l' annuncio della sua morte: il suo cuore si era fermato ad appena 24 anni.
Curi, è stato un personaggio importantissimo non solamente dal punto di vista calcistico: il suo nome e la sua presenza restano profondamente legati alla storia di una città che ha voluto intitolare proprio a lui lo stadio dove morì.
A quarant'anni da quel giorno, si inaugura la mostra per ricordare un grande sportivo andatosene troppo in fretta.
In occasione della mostra è stato anche realizzato un libro omonimo, che raccoglie tutte le immagini in esposizione, accanto a testimonianze dirette di familiari e amici del calciatore scomparso.
La mostra sarà visitabile dal 6 al 22 dicembre, presso il centro camerale Alessi, sarà aperta una mostra dal titolo "Renato Curi: una storia".