La celebre Infiorata Sangeminese, alla 29ª edizione, nasce dall'antica tradizione di coprire con petali di fiori le vie cittadine interessate dal passaggio della processione del Corpus Domini e viene accompagnata da addobbi floreali di cortili e dall'esposizione di drappi e coperte dai davanzali delle finestre che sulle vie si affacciano.
Il semplice gesto di gettare a terra i fiori raccolti nei campi al passaggio del Santissimo, si trasforma negli anni dapprima, con la realizzazione di semplici disegni o simboli religiosi quali la croce, il calice e l'ostia o il sacro cuore di Maria, fino all'esecuzione oggi, di vere e proprie opere artistiche.
Le più recenti infiorate sono ormai caratterizzate da coloratissimi tappeti decorativi realizzati per la maggior parte con fiori freschi, intervallati da quadri di notevole fattura e valore artistico realizzati con l'ausilio di polveri ottenute da petali e foglie essiccate al sole e triturate, più o meno finemente, adatte alla realizzazione di minuziosi dettagli e di sfumature che donano volume ai soggetti rappresentati.
È facile dedurre che il lavoro di progettazione ma soprattutto di preparazione dei materiali da impiegare abbia inizio molto tempo prima con la raccolta delle essenze floreali, la capatura per separare dai petali tutte le parti che ne deturperebbero il colore (calici, steli, ecc.), l'essiccatura al sole e per ultima la tritatura.
E finalmente si arriva alle prime ore del Sabato pomeriggio, quando il traffico è interdetto a qualsiasi mezzo di trasporto e sul selciato si cominciano a vedere i primi segni di gesso che delimitano gli spazi di ogni singolo tappeto e quadro per poi proseguire con la definizione dei disegni.
Si giunge così all'imbrunire e i primi lavori cominciano ad essere infiorati; le prime luci dell'alba vedono un paese in fermento... si comincia ad udire il vociare gioioso dei bambini impegnati nelle loro opere e quà e là gruppetti di persone impegnate nel taglio o nella posa dei fiori freschi... i primi quadri artistici cominciano a prendere forma.
Si prosegue così fino al primo pomeriggio della Domenica, aspettando il passaggio della processione.