Preci
Preci si trova nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, immersa in un paesaggio che alterna rilievi rocciosi, boschi, altopiani e dolci colline.
Il borgo conserva un centro storico raccolto, dove si incontrano il Palazzo Comunale, il Castello e la chiesa di Santa Caterina, testimonianze della lunga storia del paese.
Il monumento più rappresentativo del territorio è però l’Abbazia di Sant’Eutizio, uno dei luoghi spirituali più importanti della Valnerina. La sua origine è legata alla presenza di monaci siriaci che, nei primi secoli del Cristianesimo, scelsero queste montagne come luogo di preghiera e vita eremitica. L’abbazia sorse proprio nell’area delle loro sepolture, diventando nei secoli un importante centro religioso e culturale.
Preci deve gran parte della propria storia all’Abbazia di Sant’Eutizio, attorno alla quale nel XIII secolo si sviluppò il castello. Il borgo sorse in posizione strategica, su un pendio posto alla confluenza di tre vallate, e rimase a lungo legato all’abbazia prima di entrare nell’orbita di Norcia. I rapporti tra i due centri furono spesso conflittuali e portarono anche a ripetute distruzioni, fino alla pace definitiva del 1555.
Con il ritorno di una maggiore stabilità, Preci conobbe una fase di rilancio economico e culturale. In questo periodo si affermò la celebre scuola chirurgica preciana, specializzata soprattutto nella cura della cataratta e nella litotomia, l’intervento per l’asportazione dei calcoli alla vescica. L’arte medica veniva tramandata all’interno delle famiglie e alcuni chirurghi locali raggiunsero grande notorietà, come Durante Scacchi, medico di papa Sisto V, e il fratello Francesco, chiamato a operare anche alla corte inglese.
Le famiglie dei medici contribuirono a dare al borgo un aspetto più signorile, ancora oggi leggibile in diversi edifici cinquecenteschi. L’impianto urbano resta però quello compatto di un antico centro fortificato, con due porte di accesso e una trama di vicoli stretti e tortuosi che convergono verso la piazza principale.
Di primaria importanza è la Pieve di Santa Maria, costruita nel XIII secolo dai monaci di Sant’Eutizio. Il portale principale, di gusto gotico, risale al Trecento, mentre sul lato sinistro venne aperto nel secolo successivo un secondo ingresso. In passato un portico collegava la chiesa alla Casa della Comunità, luogo destinato alle riunioni del governo locale.
Il territorio comunale si estende tra la parte sud-orientale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e l’alta Valnerina, con quote che vanno da poco più di 400 metri fino ai quasi 1.500 del Monte Cavolese. Ampie aree naturali rientrano nella rete europea Natura 2000 e conservano ambienti di grande valore paesaggistico.
Boschi, pascoli e terreni coltivati caratterizzano un territorio poco densamente abitato, dove sopravvivono anche antiche pratiche agricole, come le viti “maritate” agli aceri. Lungo i sentieri della Valcastoriana è inoltre possibile incontrare numerose specie di orchidee spontanee, che contribuiscono alla ricchezza naturalistica dell’area.