Montefalco
Montefalco domina dall’alto la Valle Umbra ed è conosciuta come la “Ringhiera dell’Umbria” per l’ampiezza dei panorami che si aprono dal suo Belvedere.
Il borgo conserva un’identità fortemente legata al territorio, ai vigneti e agli oliveti che lo circondano. Il Sagrantino rappresenta uno dei simboli più riconoscibili di questa tradizione, insieme all’olio e agli altri prodotti che raccontano il paesaggio agricolo locale.
All’interno delle mura, torri, porte e antichi edifici si alternano a importanti testimonianze artistiche. Tra queste spiccano le opere di Benozzo Gozzoli, che contribuiscono a rendere Montefalco uno dei centri più interessanti dell’Umbria dal punto di vista storico e culturale.
Il fascino del borgo nasce proprio dall’incontro tra arte, paesaggio e tradizioni enogastronomiche, in un equilibrio che unisce spiritualità, cultura e vita rurale.
Età romana – Grazie alla posizione panoramica e al clima favorevole, il territorio ospita diverse residenze patrizie. La tradizione collega il primo nome del centro, Coccorone, alla presenza di una villa appartenuta a Marco Curione.
XI-XII secolo – L’abitato si consolida sul colle e viene protetto da una cinta muraria. Durante l’età comunale il borgo si sviluppa attorno al castello e ai principali edifici religiosi.
1249 – Nel contesto dello scontro tra papa Innocenzo IV e Federico II, Montefalco viene conquistata e devastata dalle truppe imperiali. In seguito vi si insedia la curia del Ducato di Spoleto.
1383-1439 – Durante l’età delle signorie, il centro passa sotto il controllo dei Trinci di Foligno, pur attraversando fasi alterne di dipendenza e autonomia.
1446 – Montefalco torna stabilmente sotto l’autorità della Santa Sede, che ne riconosce una significativa autonomia amministrativa.
1848 – Il borgo ottiene ufficialmente il titolo di città.
1860 – Con l’Unità d’Italia, Montefalco entra a far parte del nuovo Stato italiano e la sua storia locale si intreccia da questo momento con quella nazionale.
Il centro storico di Montefalco conserva un impianto urbano molto riconoscibile, con le principali strade che convergono verso la grande piazza centrale, un tempo chiamata dei Cavalieri e conosciuta anche come Campo del Certame.
Sulla piazza si affacciano alcuni degli edifici più rappresentativi del borgo, tra cui il Palazzo Comunale, risalente al XIII secolo, l’ex chiesa di San Filippo Neri, trasformata alla fine dell’Ottocento in Teatro Comunale, e il piccolo oratorio di Santa Maria. Completano il quadro diversi palazzi signorili cinquecenteschi, tra cui Palazzo Senili, Santi-Gentili, Langeli e Camilli.
Dalla piazza si raggiunge il rione di Colla Mora, dove sorge la chiesa di San Francesco, costruita insieme al convento nel Trecento e oggi sede del Museo Civico. L’edificio custodisce opere di grande rilievo, tra cui una Natività del Perugino, affreschi di scuola umbra e soprattutto le celebri Scene della vita di San Francesco dipinte nel 1452 da Benozzo Gozzoli.
Proseguendo lungo il percorso delle mura si arriva nel borgo di San Leonardo, dove si trovano la chiesa e il convento di Santa Chiara. La fondazione della chiesa è legata a Chiara da Montefalco, mentre l’aspetto attuale deriva in gran parte dagli interventi seicenteschi. Nella cappella di Santa Croce si conserva un importante ciclo di affreschi del XIV secolo dedicato alla vita della santa.
Poco distante sorge la chiesa dell’Illuminata, risalente al Quattrocento e decorata con affreschi di Francesco Melanzio. Di fronte si trova il convento di San Leonardo, che chiude il settore medievale del borgo.
Risalendo verso il centro lungo Corso Mameli si incontra la chiesa di Sant’Agostino, di origine duecentesca, caratterizzata da una facciata gotica, da un chiostro quattrocentesco e da affreschi di scuola umbra realizzati tra XIV e XV secolo.
Tra gli edifici civili meritano attenzione anche i palazzi rinascimentali Pambuffetti e Tempestivi.
La visita può proseguire lungo la cinta muraria duecentesca, ancora ben conservata. Tra gli accessi principali spiccano Porta Federico II, Porta Sant’Agostino, con la sua torre merlata, e Porta Camiano.
Nei pressi di quest’ultima si trova la chiesa di Santa Lucia, risalente alla fine del XII secolo. Intorno sopravvive ancora la presenza delle vigne, memoria di un rapporto antico tra il borgo, gli orti murati e la coltivazione del Sagrantino.